Sito Ufficiale del Corpo della Nobiltà Italiana

Nella carenza di tutela dei diritti nobiliari da parte dello Stato Italiano, sancita dalla Costituzione della Repubblica, un gruppo di gentiluomini il 3 marzo 1957 costituì il Corpo della Nobiltà Italiana, ente privato che avesse per fine l’accertamento dei diritti storici dei nobili italiani e la loro difesa.

AVVERTENZA

Fra gli scopi associativi del CNI vi è l’accertamento e la salvaguardia dei diritti storici dei Nobili italiani, ma non la fornitura consulenze araldico-genealogiche di alcun genere, men che meno dietro pagamento di compensi visto lo status di Associazione senza fini di lucro. Chiunque ritenga di poter chiedere il riconoscimento di un titolo, di un predicato, di qualifiche e trattamenti nobiliari e di stemmi deve rivolgersi alla Commissione araldico-genealogica della regione cui appartiene storicamente la sua famiglia o, se più comodo, dove la propria famiglia attualmente risiede, fornendo tutta la documentazione regolarmente autenticata che ne comprovi realmente il possesso e la agnazione – attribuzione del titolo (predicato, qualifica, trattamento nobiliare o stemmi) e linea genealogica dall’insignito originario a sé -. La Commissione Regionale dopo aver esaminato la documentazione allegata alla richiesta trasmette alla Giunta Araldica Centrale del CNI i relativi deliberati per l’ulteriore verifica e la deliberazione finale. Si ha il riconoscimento di quanto richiesto solo in caso di doppia deliberazione favorevole. Si prega pertanto di mettersi in contatto con la Commissione Regionale competente solo se in possesso della documentazione sopraindicata. A richieste generiche non potrà essere data risposta.

Articoli, news, eventi

Associazioni Nobiliari Regionali

Il 3 marzo 1957 fu costituito il Corpo della Nobiltà Italiana, come libera associazione dei Nobili Italiani, articolato in 14 Associazioni Nobiliari Regionali corrispondenti alle 14 circoscrizioni tradizionali previste dall’Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano: Piemonte e Valle d’Aosta; Liguria; Lombardia; Veneto; Trentino Alto-Adige; Venezia Giulia, Istria e Dalmazia; Parma e Piacenza; Modena; Toscana; Romagna; Lazio, Umbria e Marche; Provincie Napolitane; Sardegna; Sicilia.

Il Corpo della Nobiltà Italiana si fuse il 1 gennaio 1980 con l’Unione della Nobiltà d’Italia (costituita il 21 dicembre 1951 con scopi assistenziali e di organizzazione giovanile) assumendone funzioni e scopi.

Il C.N.I. ha sede in Roma.

Associazioni Nobiliari Regionali

Delle Associazioni Nobiliari Regionali possono far parte i Nobili Italiani ed i loro legittimi discendenti (maschi e femmine) per linea mascolina, iscritti negli Elenchi Ufficiali della Nobiltà Italiana o nell’Elenco Storico della Nobiltà Italiana edito dal Sovrano Militare Ordine di Malta, o che abbiano ottenuto provvedimenti nobiliari fino alla cessazione delle funzioni della Regia Consulta Araldica, o provvedimenti di giustizia emanati dal C.N.I., o provvedimenti di grazia emanati da S.M. il Re Umberto II registrati presso le singole Associazioni Nobiliari.

Le singole Associazioni Nobiliari Regionali possono nominare nel proprio seno un Consiglio Direttivo.

Ciascuna Associazione Nobiliare Regionale ha autonomia statutaria e organizzativa non in contrasto con l’Ordinamento del C.N.I. ed elegge tra i propri soci la Commissione Araldico-Genealogica Regionale, avente i seguenti compiti:

  • compilare, aggiornare e curare la pubblicazione del Registro Nobiliare Regionale della rispettiva giurisdizione, integrando l’Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana del Regno d’Italia
  • esaminare le istanze provenienti dalla propria giurisdizione e accertare la validità delle prove diplomatiche e genealogiche che danno diritto a titoli, predicati, qualifiche e trattamenti nobiliari ed a stemmi, da sottoporre per ratifica alla Giunta Araldica Centrale.

Consiglio Araldico Nazionale

Il Consiglio Araldico Nazionale (C.A.N.) è costituito dai componenti le quattordici Commissioni Araldiche Regionali, nonché dal Presidente del Circolo Giovanile. Il C.A.N. ha la rappresentanza del Ceto Nobiliare Italiano nei suoi interessi storici, morali ed ideali, garantendo la tutela delle sue tradizioni e del suo patrimonio di memorie e di onore, in riferimento alla perennità dei suoi valori storici e della sua funzione.

Il Presidente del C.A.N. ha la rappresentanza del Corpo della Nobiltà Italiana e dura in carica 5 anni. Il Presidente attuale è il Barone Francesco Sanseverino  di Marcellinara.

Ufficio di Presidenza del C.A.N.

L’Ufficio di Presidenza (U.P.) del Consiglio Araldico Nazionale (CAN) è l’ organo esecutivo del C.N.I ed è formato dal Presidente, dai Vicepresidenti, dal Cancelliere, dal Tesoriere del CAN, dal Presidente della Giunta Araldica Centrale, dal Presidente della Corte d’Onore, dal Delegato alla CILANE e, su invito di volta in volta del Presidente, dal Presidente del Circolo Giovanile. Esso decide sulle questioni urgenti di competenza del C.A.N. qualora non ne sia ritenuta necessaria la convocazione straordinaria,

L’Ufficio di Presidenza del C.A.N. è garante della funzionalità delle Associazioni Regionali e delle loro Commissioni.

Giunta Araldica Centrale

La Giunta Araldica Centrale (G.A.C.) è composta dai Delegati eletti da ciascuna delle quattordici Commissioni Araldico-Genealogiche Regionali e da un Presidente eletto tra i suoi membri.

La Giunta Araldica Centrale delibera sui provvedimenti nobiliari di giustizia proposti dalle Commissioni Araldico-Genealogiche regionali o di propria iniziativa.

Circolo Giovanile

Del Circolo Giovanile, che rappresenta le speranze ed il futuro del C.N.I., possono far parte gli iscritti alle Associazioni Regionali i quali non abbiano superato i 35 anni di età.

Il Circolo elegge il proprio Presidente tra i suoi membri; il Presidente fa parte di diritto del C.A.N. e può partecipare all’U.P.

L’Assemblea degli iscritti al Circolo Giovanile elegge un Delegato per ciascuna Associazione Regionale.

Pubblicazioni

  1. “Bollettino Ufficiale del Corpo della Nobiltà Italiana”, con cadenza quadriennale.
  2. b) Registri Nobiliari Regionali predisposti e compilati a cura delle Commissioni Regionali
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